Sono fiorista da quando avevo 17 anni e amo il mio lavoro. Se a quell’età avessi aperto uno studio fotografico sicuramente sarebbe stato il mio desiderio più grande. Il fine settimana facevo cameriera e mi piaceva così tanto che volevo aprire un ristorante. Disegnavo gli abiti, che mi cuciva mia nonna, con l’entusiasmo di avere la mia casa di moda. Alla seconda lezione di tennis sognavo Wimbledon. Suono pianoforte e chitarra quel tanto per accompagnarmi nel canto e ambisco ad esibirmi in Arena.

Tutto ciò che rende un obbligo leggera serenità è la mia Libertà Mentale.

Quando mi siedo sul vecchio dondolo riverniciato e con sedile di legno, penso a che cosa posso fare e la prima idea che mi viene in mente la sviluppo a modo mio.

Un giardino a modo mio..peccato che già il giorno dopo ho dovuto smontare tutto a causa del tempo, ma ce lo siamo godute.

Tornando a casa, passi davanti ad un negozio di frutta e verdura e pensi:- “Caspita se hanno le zucche ne prendo una, che voglio togliermi la voglia di intagliarla.” Veronica mi dice:- ” Prendine due che ti sfido alla zucca più bella.”

Che abbia inizio la sfida.

Mi sfida alla zucca più bella…lei ne sceglie una difficile io resto classica intramontabile..e vince Lei!!!

Una mattina prendo vecchie fioriere e le taglio a metà.

Avevo due fioriere vecchie con spalliera. Decido ti tagliarle in due creando delle mensole quadrate e alle spalliere attacco una vaschetta che riempio con un verde sintetico. Con delle vecchie assi creo un mobile che copre il condizionatore e mi rifaccio il terrazzo.

Una mattina mi accorgo che nel fossato dietro casa c’è un alberello di mele probabilmente spezzato dal temporale del giorno prima e con l’aiuto di mio fratello l’abbiamo pescato. Dopo averlo lavato bene per circa un’ora ho cercato dei tronchi per creare una base per poterlo far stare in piedi.

L’albero è stato usato per il Matrimonio di mia cugina, che per la festa della S.Cresima di Veronica. Ora è giunto il momento di allestire il terrazzo di casa dei miei genitori. Ho pensato al naturale, così ho creato delle mensole personalizzate, che andrò ad allestire e l’ albero è l’elemento chiave.

Devo lavorare una vaschetta da loculo e poiché la persona in questione era amante della poesia napoletana, mentre la compongo recito ” ‘A LIVELLA ” di Totò. Provo a ricordarla a memoria e ne esce questo.

Hai due sedute fatte con tronchi di legno e ti dicono che è meglio fare legna per la stufa. A me dispiace così tanto che, sebbene diventeranno legna per il fuoco, io con la struttura che teneva la legna ho provato a creare un tavolo da mettere tra le due. E me lo godo per un po’.